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Il Mondo di Cristallo

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Il mondo di cristallo
di William Henry Hudson

 

Traduzione e cura di Vanni De Simone

 

Il Mondo di Cristallo (A Crystal Age) è un romanzo appartenente al genere della narrativa distopica, vale a dire anti utopica, e anch’esso, a somiglianza del romanzo di Jefferies, collocato in una ucronia, in un non-tempo. Pubblicato nel 1887, narra le vicende di un tale Smith, un giovane qualunque che in seguito a una caduta in un burrone durante una escursione, si risveglia (apparentemente si risveglia, perché vari indizi magistralmente ambigui inducono il lettore a pensare che sia deceduto) in un mondo e in una Inghilterra assolutamente incredibili, dando inizio a corto circuiti realtà-irrealtà, nonché vita-morte, assolutamente straordinari. Il territorio è quasi completamente coperto di foreste, le città sono scomparse e le persone non paiono aver alcun ricordo né connessione con l’epoca di Smith…

 

William Henry Hudson (1841-1922), nato nei pressi di Buenos Aires da una coppia di americani, nel 1874 si trasferì a Londra dove visse, all’inizio in povertà, fino alla morte. Convinto naturalista, iniziò come narratore con il romanzo Green Mansion (1904), la sua opera più nota. Nel pregevole A Shepherd’s Life (1910) Hudson narra le vicende di Caleb Browcombe, un pastore del Wiltshire, il quale giorno e notte, estate e inverno, vive con le sue pecore e i cani tra la gente delle colline. Altre opere comprendono The Purple Land (1885), una raccolta di racconti bizzarri e vividi ambientati in Sud America; A Crystal Age (1887); Argentine Ornitology (1888), un’opera ormai classica  a cui Hudson contribuì solo parzialmente; The Naturalist in La Plata (1892); British Birds (1895); Adventures among Birds (1913); Birds of La Plata (1920) sono altre opere fondamentali che consolidarono la sua fama di naturalista.