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COS’E L’ELEMENTO 115

L’Ununpentio (o eka-bismuto) era il nome temporaneo, assegnato dalla IUPAC, di un elemento super pesante sintetico della tavola periodica avente come simbolo temporaneo Uup, e numero atomico 115: l’elemento 115. Il 1º febbraio 2004 la rivista scientifica Physical Review C riportò la notizia che scienziati russi e americani, operanti nel Joint Institute for Nuclear Research, dell’università di Dubna, e nel Lawrence Livermore National Laboratory, avevano sintetizzato dell’ununpentio e dell’ununtrio. Essi affermavano di aver bombardato dell’americio (elemento 95) con del calcio (elemento 20), producendo quattro atomi di ununpentio (elemento 115). Questi atomi erano poi decaduti in ununtrio (elemento 113), il quale esistette per 1,2 secondi, prima di decadere in elementi noti. Recentissimi studi (e altri consimili sui non metalli super pesanti 113, 115, 117 e 118) hanno portato i ricercatori a dar loro un nome:  Nihonium (Nh), Moscovium (Mv), Tennessine (Ts) e Oganesson (Og). Nihonium sta per nihon, una delle due parole che indica il Giappone in tale lingua; Moscovium si riferisce a Mosca, (nei cui pressi si trova il suddetto Joint Institute, sede degli scopritori dell’elemento115); il Tennessine si rifà al Tennessee, dove lavorano i ricercatori americani che avevano studiato l’elemento 117; l’Oganesson è dedicato a Yuri Oganessian, studioso degli elementi super pesanti. Nel 2013, ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, pubblicarono risultati sperimentali che confermavano l’esistenza del nuovo elemento chimico elemento115.

Sono state fatte molte ipotesi sull’elemento 115, ma un dato resta innegabile: la scienza è più avanti della fantascienza, nell’elaborazione di scenari e realtà che possono apparire fantastici. L’aver dato alla nostra casa editrice multimediale il nome di elemento 115 assume e riassume una valenza altamente simbolica. Oggi più che mai siamo a un punto di svolta netto: sociale, politico, culturale. Antichi muri sono caduti nel cosiddetto ‘secolo breve’ (in realtà, spaventosamente lungo), ma altri se ne stanno elevando: ciò che non può e non deve cadere è l’anelito delle donne e degli uomini a guardare oltre orizzonti ristretti. La sfida, nel piccolo universo della casa editrice elemento 115, è di contribuire ad accorciare le distanze con il più vasto e sconfinato universo che ci permea e sovrasta. Ma questa sfida e questo percorso contiamo di non compierli da soli, per cui siete tutti invitati a condividerla. Oggi più che mai c’è il bisogno e l’esigenza di guardare – simbolicamente e materialmente – verso le stelle con occhi comuni.

Costituendo questa realtà editoriale contiamo di riuscire a convogliare il bisogno e la necessità di una letteratura e di una cultura che si proiettino in tali universi. È certamente una sfida ardua: ma noi l’abbiamo accettata.